SPRAR: UNA PILLOLA AMARA CHE NON SERVE ANZI PEGGIORA LA SITUAZIONE

Accade tutto in 24 ore: Il Ministro comunica la richiesta al Prefetto, il Prefetto “chiede” ai Sindaci di accettare tale decisione ed ecco che, indipendentemente dalle possibilità e dalla volontà di sindaco e cittadini, arrivano i profughi.

Questa la ricostruzione che è stata fatta dal sindaco di Capriate per l’accoglienza di 18 migranti ora, e di altri 40 a breve. Questo il destino di tutti quei sindaci cui il Prefetto ha destinato l’accoglienza con il sistema Sprar. “Siamo a conoscenza di diverse lettere già fatte girare dal Prefetto a molti sindaci della Provincia con la richiesta urgente di individuare nuove collocazioni per le prossime ondate migratorie che – si legge nelle missive – abbiamo il dovere di accogliere. Con questo pretesto – atto a nascondere la realtà dei ricchi profitti delle associazioni come Caritas, Ruah, Lia che si occupano dei profughi – i Sindaci non hanno possibilità di opposizione: o accetti o accetti, infatti dopo poche ore dalla comunicazione i “nuovi ospiti” arrivano su bus spesso scortati da mezzi della Polizia. Già – continua il segretario di Forza Nuova Bergamo – scortati perché sanno che i cittadini non vogliono queste invasioni. Nella notte tra giovedì 2 e venerdì 3, su richiesta di alcuni cittadini disgustati ed impauriti dalla vicenda, alcuni militanti hanno affisso nel centro di Capriate uno striscione di protesta contro l’imposizione del Prefetto. Uno striscione simbolico che potremmo attaccare in ogni paese della provincia se fosse necessario. Siamo gli unici – prosegue Serughetti – che ascoltano e si fanno carico delle richieste dei residenti, gli unici che, senza paura di essere definiti xenofobi, populisti, eccetera, intervengono a sostegno di chi non vuole “abbassare sempre il capo”. Oltretutto – conclude il responsabile provinciale di FN- un tale sistema di accoglienza forzata, non analizza le problematiche già presenti sul territorio: Capriate, Trezzo, Madone, Terno, sono centri già duramente provati da una forte radicalizzazione della microcriminalità, andare a sommargli una presenza cospicua di persone che non sapranno come passare il proprio tempo non sembra la più geniale delle scelte, si rischia infatti l’esplosione di una bolla già incandescente”.