SOSPENSIONE DELL’INDENNITA’ AI PARLAMENTARI ARRESTATI: IL NO DELL’UFFICIO DEI PRESIDENZA DELLA CAMERA

La sospensione dell’erogazione dello stipendio ai parlamentari, è stata dichiarata inammissibile (con voto di PD, FI, Lega & C.) in quanto, così è stato spiegato, solo una modifica della legge potrebbe legittimare questa misura. Così l’Ufficio di Presidenza della Camera ha risposto alla proposta che riguardava, in particolare, la posizione dell’on.Genovese, in stato d’arresto ma beneficiario, pur non potendo esercitare de facto il proprio mandato, delle indennità parlamentari.


La legittimità dell’obiezione non toglie valore al principio invocato che, peraltro, trova applicazione, per esempio, nel caso dei magistrati. Ove per gravi motivi un giudice incorra in un provvedimento di temporanea sospensione dalle funzioni, automaticamente lo stipendio viene sensibilmente ridotto. Analoga misura potrebbe – anzi, auspica Forza Nuova, dovrebbe – essere prevista con gli opportuni adattamenti anche per i parlamentari (ai cui emolumenti, tra l’altro, sono rapportati gli stipendi dei magistrati). Se Lorsignori ne avessero la volontà, il problema lo si risolverebbe in una seduta. Ma, si sa, cane (con tutto il rispetto per i nostri fedeli amici a quattro zampe) non mangia cane.

Fonte: Forza Nuova

Lascia un commento